Cattedrale di Vilnius, neoclassico lituano

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Cattedrale di Vilnius, Lituania

Cattedrale di Vilnius, Lituania

Imponente riverbero neoclassico, la cattedrale di Vilnius allunga la sua ombra sulla piazza a cui dà nome – cuore della “città vecchia” e luogo antico dove una volta bruciava il fuoco sacro e si venerava il dio del tuono Perkunas.

È lì che durante il restauro della chiesa sono stati ritrovati alcuni altari e un pavimento originale di un tempio che risalgono al 1200, periodo in cui regnava re Mindaugas – l’unico sovrano nella storia della Lituania poi convertitosi al cristianesimo per questioni politiche.

Fu lui a ordinare la costruzione del primo edificio ecclesiastico che nei secoli a venire sarebbe diventato la cattedrale di Vilnius, principale luogo di culto cittadino dedicato ai santi Stanislao e Vladislao e sede vescovile della omonima arcidiocesi.

Quella che ho davanti è l’ultima struttura sopravvissuta a una serie interminabile di incendi, attacchi, distruzioni: venne costruita tra il 1779 e il 1783 in stile neoclassico su progetto dell’architetto locale Laurynas Stuoka Gucevicius.

Avvicinandomi, supero l’ombra del campanile a pianta rettangolare, sormontato da una guglia con croce dorata che, distaccato dalla la cattedrale di Vilnius, ne anticipa l’imponenza.

La facciata esterna della chiesa ha un portico esastilo coronato da un frontone con la scena del sacrificio di Noè dopo il diluvio universale. Più in basso, vicino alle colonne, ci sono le raffigurazioni dei quattro evangelisti scolpite dall’italiano Tommaso Righi (1727-1802).

In cima alla cattedrale di Vilnius, le statue di Sant’Elena, San Stanislao e San Casimiro, realizzate da Kazimierz Jelski, guardano il cielo e ricordano di quando nel 1950 furono rimosse per volere di Stalin. Tornarono al loro posto nel 1997.

Così, dopo aver ammirato l’esterno, entro nella chiesa divisa in tre navate con volte a crociera. Il bianco vivido di fuori dipinge anche gli interni dagli arredi sacri in marmo dell’altare, dell’ambone e della cattedra che si trovano al primo livello del presbiterio.

Nel secondo spicca invece l’altare maggiore ottocentesco: ha un timpano triangolare sorretto da sei colonne tuscaniche in marmo verde. Sulla cantoria della cattedrale di Vilnius, si staglia l’organo a canne Alexander Schuke opus 403, realizzato nel 1969 usando la cassa dello strumento precedente.

Prima di uscire, raggiungo la cappella barocca di San Casimiro. Annessa alla chiesa, ha un’antica immagine bizantina del Santo e un altare con un altorilievo raffigurante la Gloria della Vergine.

La struttura, edificata dall’architetto svizzero Matteo Castelli (1555-1632), è coperta da una cupola con lanterna e ornata da statue di santi che si trovano all’interno di alcune nicchie lungo le pareti. Fuori, l’ombra della cattedrale di Vilnius occupa tutta la piazza.

Per approfondire:
Wikipedia

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